Trasferirsi a Dubai e ottenere il visto di residenza è solo il primo passo: per essere davvero al riparo da contestazioni del Fisco italiano serve poter dimostrare, documenti alla mano, di essere residenti fiscali negli Emirati Arabi Uniti. Lo strumento principe per farlo è il certificato di residenza fiscale a Dubai, il Tax Residency Certificate (TRC) rilasciato dalla Federal Tax Authority.
Dal 1° marzo 2023, con l'entrata in vigore della Cabinet Decision n. 85 del 2022, gli Emirati dispongono per la prima volta di una definizione interna di residenza fiscale delle persone fisiche, articolata su tre criteri alternativi (183 giorni, 90 giorni a determinate condizioni, centro degli interessi vitali). Su questa base la FTA rilascia il TRC tramite la piattaforma EmaraTax, in pochi giorni lavorativi.
In questa guida vediamo chi può ottenere il certificato di residenza fiscale a Dubai nel 2026, quali documenti servono, quanto costa e, soprattutto, quale peso ha il TRC nel confronto con l'Agenzia delle Entrate, alla luce dell'art. 2 TUIR, della black list del D.M. 4 maggio 1999 e della Convenzione Italia-EAU.
Per un imprenditore o un professionista italiano che si trasferisce negli Emirati, la domanda decisiva non è "quante tasse si pagano a Dubai?", ma "come dimostro all'Italia che la mia residenza fiscale è davvero a Dubai?". Il visto di residenza, l'Emirates ID e perfino il contratto di affitto, da soli, non bastano: servono elementi sostanziali e documentali. Tra questi, il certificato di residenza fiscale a Dubai (Tax Residency Certificate, TRC) è il documento ufficiale con cui lo Stato emiratino attesta che un soggetto è suo residente fiscale.
Che cos'è il certificato di residenza fiscale a Dubai (Tax Residency Certificate)
Il TRC è un certificato rilasciato dalla Federal Tax Authority (FTA) degli Emirati Arabi Uniti che attesta la residenza fiscale di una persona fisica o giuridica per un determinato periodo di 12 mesi. Viene emesso in due varianti: ai fini delle convenzioni contro le doppie imposizioni (treaty purposes), utilizzabile verso le amministrazioni fiscali estere, oppure ai fini interni (domestic purposes).
La base giuridica è la Cabinet Decision n. 85 del 2022, in vigore dal 1° marzo 2023, integrata dalla Ministerial Decision n. 27 del 2023 (come successivamente modificata): per la prima volta gli Emirati si sono dotati di una definizione domestica di residenza fiscale, che prima semplicemente non esisteva. Per chi si è trasferito dall'Italia, questo è un vantaggio enorme in ottica probatoria: consente di opporre al Fisco italiano un'attestazione ufficiale, fondata su criteri normativi precisi.
Requisiti per ottenere il certificato di residenza fiscale a Dubai: le tre soglie
Per le persone fisiche, la Cabinet Decision 85/2022 prevede tre criteri alternativi. È sufficiente integrarne uno.
1) La regola dei 183 giorni. È residente fiscale negli Emirati chi vi è fisicamente presente per almeno 183 giorni nell'arco di 12 mesi consecutivi. I giorni non devono essere consecutivi e contano anche le frazioni di giorno; la presenza si prova con il report di ingressi e uscite rilasciato dalla Federal Authority for Identity and Citizenship (ICP), come chiarito anche nelle analisi di EY sulla guidance della FTA.
2) La regola dei 90 giorni. È residente anche chi è presente negli Emirati per almeno 90 giorni in 12 mesi consecutivi, a condizione che sia cittadino UAE, titolare di un permesso di residenza UAE o cittadino di un Paese del GCC, e che in aggiunta disponga di un'abitazione permanente negli Emirati (proprietà o affitto) oppure vi svolga un lavoro o un'attività d'impresa.
3) Centro degli interessi vitali. Indipendentemente dai giorni di presenza, è residente chi ha negli Emirati la propria dimora abituale principale e il centro dei propri interessi finanziari e personali: lavoro, famiglia, gestione del patrimonio.
Per le società, il TRC richiede in linea generale che l'entità sia costituita negli Emirati da almeno 12 mesi e che vi sia effettivamente gestita e controllata: un tema che si intreccia con la scelta della struttura, di cui abbiamo parlato nella guida su quale struttura legale scegliere a Dubai.
Come richiedere il TRC su EmaraTax: procedura, documenti e costi
La domanda si presenta online tramite la piattaforma EmaraTax della FTA. Per le persone fisiche i documenti tipicamente richiesti sono: passaporto ed Emirates ID, visto di residenza, report ICP di ingressi/uscite, contratto di locazione o titolo di proprietà, e documentazione su lavoro o attività economica negli Emirati (per il criterio dei 90 giorni o del centro degli interessi).
Quanto ai costi, in base al tariffario pubblicato dalla FTA: AED 50 di submission fee, cui si aggiungono AED 500 per i soggetti già registrati ai fini fiscali, AED 1.000 per le persone fisiche non registrate e AED 1.750 per le persone giuridiche non registrate; l'eventuale copia cartacea costa AED 250. La FTA indica tempi di lavorazione di circa 5 giorni lavorativi dalla domanda completa. Il certificato copre un periodo d'imposta di 12 mesi selezionato dal richiedente; importi e tempistiche possono variare, per cui è sempre opportuno verificare il tariffario aggiornato sul sito della FTA prima della domanda.
Certificato di residenza fiscale a Dubai e Fisco italiano: art. 2 TUIR e Convenzione Italia-EAU
Attenzione: il TRC non è un "lasciapassare" automatico. L'Italia applica i propri criteri di collegamento previsti dall'art. 2 del TUIR, riformato dal D.Lgs. 209/2023 con effetto dal 1° gennaio 2024: è residente in Italia chi, per la maggior parte del periodo d'imposta (183 giorni, contando anche le frazioni di giorno), ha in Italia la residenza civilistica, il domicilio (inteso come luogo delle relazioni personali e familiari prevalenti) o la presenza fisica; l'iscrizione all'anagrafe della popolazione residente costituisce ora una presunzione relativa, superabile con prova contraria.
Inoltre gli Emirati Arabi Uniti figurano ancora nella black list del D.M. 4 maggio 1999: per effetto dell'art. 2, comma 2-bis, TUIR, il cittadino italiano cancellato dall'anagrafe e trasferito negli Emirati si presume comunque residente in Italia, salvo prova contraria. È il contribuente a dover dimostrare l'effettività del trasferimento: iscrizione AIRE, radicamento a Dubai, e appunto il TRC come tassello probatorio di primo piano.
Nei casi di doppia residenza soccorre la Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Emirati, firmata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 e ratificata con Legge 28 agosto 1997, n. 309, il cui art. 4 contiene le tie-breaker rules (abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale, nazionalità). La formulazione dell'art. 4 con riferimento ai residenti emiratini ha storicamente sollevato questioni interpretative, ma la giurisprudenza più recente ha riconosciuto l'applicabilità dei criteri convenzionali anche ai cittadini italiani stabiliti negli Emirati: un motivo in più per costruire un dossier documentale solido, come spieghiamo nell'approfondimento su doppia residenza Italia e Dubai.
Quando conviene richiedere il TRC e come inserirlo in una strategia difensiva
Il certificato di residenza fiscale a Dubai è particolarmente utile in tre situazioni: quando si mantiene un collegamento con l'Italia (immobili, partecipazioni, familiari) e si vuole prevenire una contestazione di residenza; quando occorre invocare la Convenzione per redditi di fonte italiana; e quando banche o controparti estere richiedono la prova della residenza fiscale. Il TRC va però inserito in un quadro coerente: presenza effettiva negli Emirati, abitazione stabile, utenze, conti correnti locali e sostanza economica, come illustrato nelle nostre guide su come ottenere la residenza a Dubai e su come trasferirsi a Dubai legalmente.
Conclusioni
Il Tax Residency Certificate è oggi lo strumento ufficiale con cui gli Emirati certificano la residenza fiscale e, per gli italiani trasferiti a Dubai, un elemento probatorio di grande valore di fronte all'Agenzia delle Entrate, specie considerando l'inversione dell'onere della prova prevista per i Paesi black list. Ottenerlo è relativamente semplice; costruire attorno ad esso una posizione fiscale solida e difendibile richiede invece una pianificazione accurata dei tempi del trasferimento, dei giorni di presenza e dei legami mantenuti con l'Italia.
Lo studio Indubai dell'Avv. Pellegrino Bozzella assiste imprenditori e professionisti italiani nella richiesta del TRC, nella gestione dell'iscrizione AIRE e nella pianificazione del trasferimento di residenza fiscale negli Emirati. Contattaci per una consulenza sulla pianificazione fiscale e sulle tasse: valuteremo la tua posizione e ti aiuteremo a mettere in sicurezza il tuo trasferimento a Dubai.




