societa in freezone
visto dubai
contabilità dubai

Assumere Dipendenti a Dubai: Visti di Lavoro, Costi, WPS e Gratuity (Guida 2026)

Avv Pellegrino Bozzella
Assumere dipendenti a Dubai nel 2026: visti di lavoro, costi, WPS, gratuity, assicurazione sanitaria ed Emiratisation. Guida per imprenditori italiani.
Assumere dipendenti a Dubai: guida 2026 con skyline di Dubai al tramonto

Costituire una società a Dubai è spesso solo il primo passo: prima o poi arriva il momento di assumere dipendenti. Gli Emirati Arabi Uniti offrono un mercato del lavoro flessibile, senza imposte sul reddito dei lavoratori e senza contributi previdenziali per il personale straniero, ma con regole precise che il datore di lavoro deve conoscere e rispettare.

Visti di lavoro e quote collegate alla licenza, pagamento degli stipendi tramite il Wage Protection System (WPS), gratuity di fine servizio, assicurazione sanitaria obbligatoria dal 2025 e obblighi di Emiratisation per le società mainland: ogni adempimento ha scadenze e sanzioni specifiche.

In questa guida 2026 analizziamo, dal punto di vista dell'imprenditore e del professionista italiano, come assumere dipendenti a Dubai in modo conforme, quanto costa davvero un dipendente negli Emirati e quali errori evitare.

Assumere dipendenti a Dubai: il quadro normativo di riferimento

Il rapporto di lavoro nel settore privato degli Emirati Arabi Uniti è disciplinato dal Federal Decree-Law n. 33 del 2021 (la "UAE Labour Law"), in vigore dal 2 febbraio 2022, e dai suoi regolamenti attuativi. La legge si applica alla generalità dei datori di lavoro del settore privato, incluse gran parte delle free zone amministrative, mentre le free zone finanziarie DIFC e ADGM applicano una propria normativa del lavoro autonoma. Tra i principi cardine: contratti di lavoro esclusivamente a tempo determinato (rinnovabili), periodo di prova non superiore a sei mesi, preavviso di licenziamento o dimissioni compreso tra 30 e 90 giorni e divieto di trattenere il passaporto del dipendente.

Per l'imprenditore italiano che ha costituito una società negli Emirati, assumere personale significa interfacciarsi con il Ministry of Human Resources and Emiratisation (MOHRE) se la società è mainland, oppure con l'autorità della free zone di riferimento se la società è una FZE o FZCO. In entrambi i casi il percorso è simile: quota di visti collegata alla licenza, permesso di lavoro, visto di residenza e Emirates ID per ciascun dipendente. La scelta della struttura incide dunque anche sulla gestione del personale: ne abbiamo parlato nella guida su quale struttura legale scegliere a Dubai.

Visti di lavoro e permessi: come funziona l'iter di assunzione

L'assunzione di un lavoratore straniero segue, in sintesi, questi passaggi: ottenimento della work permit (MOHRE per il mainland, autorità di free zone per le società in free zone), ingresso del lavoratore con entry permit, visita medica, emissione dell'Emirates ID e del visto di residenza per lavoro, e registrazione del contratto. Il visto di lavoro standard ha durata di due anni ed è legato alla sponsorship del datore di lavoro; per profili qualificati esistono alternative come la Green Visa quinquennale e la Golden Visa decennale, che abbiamo approfondito nella guida sulle nuove categorie di visto negli Emirati Arabi Uniti.

Ogni licenza ha una quota massima di visti sponsorizzabili, che nelle free zone dipende tipicamente dalla dimensione dell'ufficio o dal pacchetto acquistato (le soluzioni flexi-desk includono di norma da uno a sei visti). Chi prevede di crescere con il personale deve quindi pianificare fin dall'inizio la free zone e il tipo di ufficio adeguati.

Costo del lavoro a Dubai: stipendio netto, contributi e oneri reali

Il costo del lavoro negli Emirati presenta una differenza strutturale rispetto all'Italia: per i dipendenti stranieri non sono dovuti contributi previdenziali obbligatori e non esiste un'imposta sul reddito delle persone fisiche, per cui lo stipendio lordo coincide sostanzialmente con il netto percepito dal lavoratore. I contributi pensionistici obbligatori riguardano soltanto i dipendenti di nazionalità emiratina o di altri Paesi del GCC, come confermato anche dalle Worldwide Tax Summaries di PwC.

Gli oneri effettivi a carico del datore di lavoro sono quindi altri: i costi di visto e permesso di lavoro (indicativamente da 3.000 a 7.000 AED per dipendente ogni due anni, variabili per free zone e categoria), l'assicurazione sanitaria obbligatoria, l'eventuale alloggio o indennità previste dal contratto, l'accantonamento per la gratuity di fine servizio e, per le società mainland di maggiori dimensioni, gli obblighi di Emiratisation. Dal 1° gennaio 2025 è inoltre in vigore il Basic Health Insurance Scheme federale: come indicato dal MOHRE, i datori di lavoro devono sottoscrivere una polizza sanitaria per i lavoratori privi di copertura (pacchetto base da 320 AED annui negli emirati diversi da Dubai e Abu Dhabi, che hanno già schemi obbligatori propri) quale condizione per l'emissione o il rinnovo del permesso di residenza.

WPS – Wage Protection System: pagare gli stipendi nel modo giusto

Il Wage Protection System (WPS) è il sistema elettronico attraverso cui i datori di lavoro registrati presso il MOHRE devono canalizzare il pagamento degli stipendi tramite banche e istituti autorizzati, secondo la Ministerial Resolution n. 598 del 2022. Gli stipendi vanno corrisposti entro i primi giorni del mese successivo a quello di maturazione: ritardi e omissioni attivano in automatico blocchi sull'emissione di nuovi permessi di lavoro, sanzioni pecuniarie fino a 20.000 AED per i casi di recidiva e, nei casi più gravi, provvedimenti restrittivi sull'azienda. Diverse free zone applicano sistemi analoghi o aderiscono direttamente al WPS, per cui anche le società in free zone devono organizzare un payroll conforme fin dal primo dipendente.

Una gestione ordinata di buste paga, WPS e contabilità è quindi parte integrante della compliance della società: per un inquadramento generale rimandiamo alla guida su commercialista e contabilità a Dubai.

Gratuity di fine servizio: il "TFR" degli Emirati

Al termine del rapporto di lavoro, il dipendente straniero con almeno un anno di servizio continuativo ha diritto alla end of service gratuity prevista dall'art. 51 del Federal Decree-Law n. 33/2021: 21 giorni di retribuzione base per ciascuno dei primi cinque anni di servizio e 30 giorni per ogni anno successivo, con un tetto massimo complessivo pari a due annualità di retribuzione base. Il calcolo si effettua sulla sola retribuzione base, esclusi bonus e indennità, e il pagamento deve avvenire entro 14 giorni dalla cessazione. In alternativa esistono schemi a contribuzione definita come il DEWS del DIFC e il Voluntary Alternative End-of-Service Benefits Scheme federale, che trasformano la gratuity in versamenti mensili a fondi di investimento.

Da segnalare anche l'assicurazione contro la disoccupazione involontaria (ILOE), istituita dal Federal Decree-Law n. 13 del 2022 e descritta sul portale ufficiale del Governo UAE: la sottoscrizione è a carico del dipendente (da 5 a 10 AED mensili oltre IVA, in base alla retribuzione), ma il datore di lavoro ha interesse a verificarne l'adempimento, poiché la mancata iscrizione genera sanzioni e blocchi amministrativi sui permessi.

Emiratisation: quando scatta l'obbligo di assumere cittadini emiratini

Le società mainland con almeno 50 dipendenti qualificati sono soggette agli obiettivi di Emiratisation: incremento annuo del 2% della quota di lavoratori emiratini in ruoli qualificati, con sanzioni mensili per ogni posizione non coperta (nel 2026 l'importo di riferimento è di 9.000 AED al mese per posizione mancante). Obblighi ridotti riguardano le società mainland con 20-49 dipendenti operanti in specifici settori individuati dal MOHRE. Le società registrate nelle free zone restano, in linea generale, escluse da questi obblighi: un elemento da considerare nella scelta tra free zone e mainland, insieme ai profili fiscali che abbiamo esaminato nell'articolo sulla Corporate Tax 0% in free zone.

Errori da evitare per l'imprenditore italiano

Nella nostra esperienza, gli errori più frequenti di chi assume personale a Dubai sono: sottovalutare la quota visti collegata alla licenza e all'ufficio; non accantonare progressivamente la gratuity, che a fine rapporto può rappresentare un esborso significativo; pagare gli stipendi fuori dal circuito WPS, esponendosi a blocchi e sanzioni; dimenticare l'assicurazione sanitaria al rinnovo dei visti; e, per i gruppi italo-emiratini, non coordinare i costi del personale con la Corporate Tax al 9% e con le regole sulle operazioni infragruppo. Il costo del lavoro, infatti, è una componente deducibile ai fini della Corporate Tax e incide sul calcolo della sostanza economica della società negli Emirati.

Conclusioni: pianificare le assunzioni prima di firmare i contratti

Assumere dipendenti a Dubai è più semplice e meno oneroso che in Italia, ma richiede il rispetto puntuale di regole specifiche: visti e permessi, WPS, assicurazione sanitaria, gratuity ed eventuale Emiratisation. Una pianificazione corretta del personale, integrata con la struttura societaria e fiscale, evita sanzioni e costi imprevisti e rafforza la sostanza economica della società negli Emirati.

Lo Studio dell'Avv. Pellegrino Bozzella assiste imprenditori e professionisti italiani nella costituzione di società a Dubai e nella gestione degli adempimenti su personale, contabilità e fiscalità internazionale. Contattaci per una consulenza personalizzata e struttura le tue assunzioni negli Emirati in modo conforme e fiscalmente efficiente.

COSA TI OFFRIAMO

Sei sulla strada giusta. Concludiamo insieme il tuo percorso. Avvia oggi la tua società a Dubai.

Espora altri articoli

Esplora