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Nuove Regole IVA negli Emirati dal 2026: Cosa Cambia per le Aziende Italiane a Dubai

Avv Pellegrino Bozzella
Dal 2026 nuove regole IVA negli Emirati: stop autofattura reverse charge, limite di 5 anni sul credito IVA e più responsabilità per chi riceve fatture.
Skyline di Dubai al tramonto con il Burj Khalifa, immagine di copertina sulle nuove regole IVA 2026 negli Emirati

Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il Decreto Legge Federale n. 16/2025, che modifica in modo sostanziale la Legge IVA degli Emirati Arabi Uniti (Decreto Legge Federale n. 8/2017). Per gli imprenditori italiani che operano a Dubai, sia in mainland che in free zone, si tratta di un aggiornamento normativo da non sottovalutare: cambia il trattamento del reverse charge, si introduce per la prima volta un limite temporale al riporto del credito IVA in eccesso e aumenta la responsabilità delle aziende nel verificare la correttezza fiscale dei propri fornitori.

La riforma, annunciata dal Ministero delle Finanze degli Emirati (MoF) lo scorso dicembre e già operativa, punta a semplificare alcuni adempimenti amministrativi ma, allo stesso tempo, introduce scadenze e controlli più stringenti che richiedono un'azione concreta da parte delle aziende, soprattutto di quelle che dal 2021 in poi hanno accumulato crediti IVA non ancora recuperati.

In questo articolo analizziamo le quattro modifiche principali e cosa devono fare, in pratica, le società italiane con struttura a Dubai per non perdere diritti di rimborso o incorrere in contestazioni della Federal Tax Authority (FTA).

Il quadro normativo: cosa prevede il Decreto Legge Federale n. 16/2025

Il 3 dicembre 2025 il Ministero delle Finanze degli Emirati ha annunciato l'emissione del Decreto Legge Federale n. 16/2025, che modifica alcune disposizioni del Decreto Legge Federale n. 8/2017 sull'Imposta sul Valore Aggiunto. Le modifiche sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e riguardano quattro aree principali: l'autofatturazione nel meccanismo del reverse charge, il diniego della detrazione IVA collegata a operazioni di evasione fiscale, il limite temporale al riporto del credito IVA in eccesso e l'abrogazione della norma specifica sui termini di prescrizione in materia IVA. Se la vostra società ha una struttura a Dubai o in altre free zone degli Emirati, è il momento di rivedere le procedure contabili con il vostro commercialista locale (ne abbiamo parlato anche a proposito degli obblighi fiscali e contabili di chi opera a Dubai).

Addio all'autofattura per il reverse charge sulle importazioni

Fino al 31 dicembre 2025, un soggetto che importava "beni o servizi rilevanti" per finalità di business era tenuto a trattare l'operazione come una cessione a se stesso, emettendo una autofattura ai fini del reverse charge. Dal 1° gennaio 2026 questo obbligo formale viene eliminato: le aziende non dovranno più emettere l'autofattura, ma restano comunque tenute a conservare la documentazione di supporto relativa alle operazioni, secondo quanto specificato dal Regolamento Esecutivo. È una semplificazione amministrativa reale, ma non elimina l'obbligo sostanziale di applicare correttamente il reverse charge e di contabilizzare l'IVA dovuta.

Il nuovo limite di 5 anni per il riporto del credito IVA: attenzione ai saldi 2021

Questa è probabilmente la modifica con l'impatto pratico più immediato. In base al nuovo Articolo 74(3), il credito IVA in eccesso non rimborsato potrà essere riportato ai periodi d'imposta successivi per un massimo di cinque anni dalla fine del periodo in cui è maturato. Se, prima della scadenza dei cinque anni, il credito non viene utilizzato per compensare debiti IVA né viene presentata una richiesta di rimborso, il diritto al recupero decade definitivamente.

Secondo le prime letture della norma fornite da studi legali internazionali, sembrerebbe sufficiente presentare la richiesta di rimborso entro il termine di cinque anni, senza che il rimborso debba essere necessariamente liquidato entro quella data: si tratta tuttavia di un'interpretazione professionale e non di un chiarimento ufficiale della FTA, che consigliamo di verificare caso per caso. Le aziende italiane con crediti IVA maturati a partire dal 2021 dovrebbero comunque verificare con priorità le proprie posizioni, perché quei saldi inizieranno a decadere proprio nel corso del 2026. Consigliamo di far effettuare una ricognizione dei crediti IVA per periodo d'imposta insieme al proprio consulente fiscale, prima di procedere con qualunque pianificazione (si veda anche il nostro approfondimento su pianificazione fiscale e tasse a Dubai).

Maggiore responsabilità per chi riceve fatture: il diniego della detrazione IVA collegata a evasione

La riforma introduce anche un irrigidimento sul fronte del contrasto all'evasione: la FTA dovrà negare la detrazione dell'IVA a monte quando una fornitura fa parte di una catena di operazioni collegata a evasione fiscale e il destinatario ne era a conoscenza, o avrebbe dovuto ragionevolmente accorgersene in base alle circostanze. In pratica, non basterà più fidarsi ciecamente della fattura ricevuta: se il fornitore applica l'IVA quando in realtà avrebbe dovuto trovare applicazione il reverse charge, oppure se emette fatture pur non essendo correttamente registrato ai fini IVA, l'azienda che detrae quell'IVA rischia di perdere il diritto alla detrazione, anche se l'imposta è stata effettivamente pagata al fornitore. Questo sposta parte dell'onere di verifica sul destinatario della fornitura, rendendo ancora più importante una due diligence sui propri fornitori e partner commerciali, un tema che si lega anche alle novità sulla fatturazione elettronica obbligatoria negli Emirati, che nei prossimi anni renderà più tracciabile l'intera catena delle operazioni.

Abrogazione della norma specifica sui termini di prescrizione IVA

Un'altra modifica tecnica, ma non trascurabile, riguarda l'abrogazione dell'articolo che disciplinava in modo autonomo i termini di prescrizione per verifiche fiscali, accertamenti e azioni collegate all'IVA. Questo non significa che tali termini scompaiano: la materia viene ora ricondotta alla disciplina generale delle procedure fiscali degli Emirati, evitando duplicazioni normative. Nella pratica, le aziende dovranno considerare gli obblighi IVA nel contesto più ampio della normativa procedurale fiscale generale, soprattutto per quanto riguarda la conservazione dei documenti e i tempi di esposizione a possibili verifiche da parte della FTA.

Cosa devono fare ora le aziende italiane a Dubai

Per chi gestisce una società a Dubai, sia in mainland sia in free zone, la riforma richiede alcune azioni concrete nei prossimi mesi. Anzitutto, una revisione dei crediti IVA in eccesso per periodo d'imposta, dando priorità a quelli maturati nel 2021, per evitare la decadenza del diritto al rimborso. In secondo luogo, un aggiornamento delle procedure interne per il reverse charge sulle importazioni, eliminando l'autofattura ma mantenendo una traccia documentale solida. In terzo luogo, una maggiore attenzione nella selezione dei fornitori e nella verifica della loro corretta registrazione IVA, per non incorrere nel diniego della detrazione. Questi adempimenti si sommano a quelli già previsti dal regime di Corporate Tax, di cui abbiamo parlato nel nostro articolo sulla sanatoria sulla sanzione di AED 10.000, e richiedono un coordinamento stretto tra pianificazione fiscale e gestione contabile quotidiana (si veda anche la nostra guida generale su tasse a Dubai).

Le novità introdotte dal Decreto Legge Federale n. 16/2025 dimostrano ancora una volta come il sistema fiscale degli Emirati, pur restando competitivo rispetto a quello italiano, sia entrato in una fase di maturità e maggiore strutturazione, con controlli più stringenti su IVA e Corporate Tax. Per un imprenditore italiano, muoversi correttamente in questo scenario richiede un supporto locale aggiornato e in grado di monitorare le scadenze specifiche della propria azienda. Il nostro studio segue quotidianamente imprenditori e professionisti italiani a Dubai su costituzione societaria, contabilità e pianificazione fiscale: se avete dubbi sulla vostra posizione IVA o sui crediti maturati dal 2021 in poi, contattateci per una verifica della vostra situazione prima che scadano i termini.

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