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Corporate Tax 0% in Free Zone a Dubai: perché non è automatico e come qualificarsi nel 2026

Avv Pellegrino Bozzella
Aprire in free zone a Dubai non garantisce lo 0% di Corporate Tax: ecco le condizioni del Qualifying Free Zone Person nel 2026.
Skyline di Dubai al tramonto con il Burj Khalifa e il testo Free Zone Corporate Tax 0%

Molti imprenditori italiani scelgono una free zone di Dubai convinti che aprire una società in questa tipologia di zona significhi automaticamente pagare lo 0% di Corporate Tax. È uno dei fraintendimenti più diffusi e, dal 2024 in poi, anche uno dei più costosi: l'aliquota agevolata dello 0% non deriva dal semplice fatto di essere registrati in una free zone, ma dal rispetto di una serie precisa di condizioni previste dalla legge federale sulla Corporate Tax.

La normativa introduce la figura del Qualifying Free Zone Person (QFZP): solo chi soddisfa tutti i requisiti richiesti beneficia dello 0% sul cosiddetto reddito qualificante, mentre il resto dei redditi resta soggetto all'aliquota ordinaria del 9%. Chi perde lo status di QFZP viene tassato al 9% sull'intero reddito per l'anno in corso e per i successivi quattro periodi d'imposta.

In questo articolo spieghiamo, in modo pratico e con riferimento alle fonti ufficiali, chi può davvero contare sullo 0%, quali sono le condizioni da rispettare nel 2026 e quali errori evitare per non compromettere l'agevolazione.

Free zone non significa automaticamente zero tasse

Dal punto di vista fiscale, le società e le filiali registrate nelle oltre 50 free zone degli Emirati sono a tutti gli effetti soggetti passivi ai fini della Corporate Tax e devono rispettare i normali obblighi di conformità, inclusi quelli in materia di transfer pricing. La legge federale (Federal Decree-Law n. 47/2022) prevede però che, se l'entità free zone soddisfa le condizioni per essere considerata un Qualifying Free Zone Person, possa applicare lo 0% sul proprio reddito qualificante. Il reddito che non è qualificante resta invece tassato al 9%.

La differenza è sostanziale: non basta la registrazione in free zone, occorre dimostrare nel concreto il rispetto dei requisiti. Per questo la scelta iniziale della struttura e della zona incide molto sul risultato fiscale: se stai ancora valutando dove costituire, può esserti utile leggere il nostro confronto tra Free Zone Company (FZ-LLC) e SRL italiana e la guida su quale struttura legale scegliere a Dubai.

Chi è il Qualifying Free Zone Person: le condizioni

Secondo quanto sintetizzato anche da fonti professionali autorevoli come PwC (Worldwide Tax Summaries, aggiornato a marzo 2026) sulla base della normativa e delle Decisioni ministeriali, per beneficiare dello 0% un QFZP deve soddisfare contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

essere una persona giuridica costituita o registrata in una free zone (incluse le filiali); mantenere una substance adeguata nella free zone; produrre reddito qualificante; non aver optato per il regime ordinario di Corporate Tax; rispettare tutte le regole e la documentazione in materia di transfer pricing; mantenere i ricavi non qualificanti entro i limiti del test de minimis; e predisporre bilanci sottoposti a revisione secondo i principi IFRS.

Si tratta di un test "a cancello": se anche una sola condizione viene meno, si perde lo status. La conseguenza è pesante, perché la tassazione al 9% sull'intero reddito si applica per l'anno in corso e per i successivi quattro periodi d'imposta, con possibilità di riacquisire lo status solo dal sesto anno.

Reddito qualificante, attività qualificanti ed escluse

Il reddito qualificante comprende in linea generale: i redditi da transazioni con altri soggetti free zone (a esclusione delle "attività escluse"); i redditi da transazioni con soggetti non free zone, ma solo in relazione ad "attività qualificanti"; i redditi da proprietà intellettuale qualificante; e ogni altro reddito, purché siano rispettati i limiti del test de minimis.

Tra le attività qualificanti rientrano, ad esempio, la produzione e la lavorazione di beni, il trading di commodities qualificanti, la detenzione di partecipazioni a fini di investimento, i servizi di gestione di fondi e di wealth management, i servizi di headquarter e di tesoreria verso parti correlate, i servizi logistici e la distribuzione di beni da una Designated Zone. Un aggiornamento del 2025 (Ministerial Decision n. 229/2025) ha ampliato l'elenco, includendo tra l'altro settori come i prodotti chimici e i crediti di carbonio: trattandosi di modifiche recenti, invitiamo a verificarne l'applicazione con un professionista sul proprio caso specifico.

Tra le attività escluse figurano invece le transazioni con persone fisiche (salvo eccezioni), le attività bancarie, finanziarie, assicurative e di leasing regolamentate, e in generale lo sfruttamento di beni immobili (con limitate eccezioni per gli immobili commerciali situati in free zone e ceduti ad altri soggetti free zone).

Il test de minimis: quando una piccola quota fa saltare tutto

Il test de minimis è uno degli aspetti più delicati. I requisiti sono rispettati quando i ricavi non qualificanti non superano il minore tra il 5% dei ricavi totali e AED 5 milioni. Se questa soglia viene superata, l'intera società perde lo status di QFZP e viene tassata al 9%.

In pratica, anche una quota apparentemente marginale di fatturato verso clienti "sbagliati" o da attività non qualificanti può compromettere l'agevolazione sull'intero reddito. Per questo è fondamentale monitorare con precisione la composizione dei ricavi e tenere una contabilità ordinata e verificabile: sul tema degli obblighi contabili e di revisione puoi approfondire nel nostro articolo dedicato al commercialista a Dubai e agli obblighi fiscali.

Substance adeguata e stabile organizzazione nel mainland

Per soddisfare il requisito di substance, le attività che generano il reddito (le cosiddette CIGA) devono essere svolte nella free zone, con adeguati asset, personale qualificato e spese operative. Non è quindi sufficiente una società "di sola sede".

Attenzione inoltre al concetto di stabile organizzazione domestica (domestic PE): se il QFZP opera anche fuori dalla free zone, nel mainland degli Emirati, i profitti attribuibili a quella presenza sono tassati al 9%. Una filiale nel mainland di una società free zone è proprio un esempio di domestic PE. Questo non fa perdere di per sé lo 0% sul reddito qualificante, ma va gestito correttamente: se stai valutando un'espansione verso il mercato interno, leggi la nostra guida sull'espansione delle free zone verso il mainland di Dubai.

Scadenze, dichiarazione e cosa fare ora

Il regime QFZP non è una casella da spuntare una volta sola: va verificato e documentato ogni anno, in sede di dichiarazione Corporate Tax. In generale la dichiarazione va presentata entro nove mesi dalla chiusura del periodo d'imposta; per le società con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare 2025, il termine cade quindi intorno al 30 settembre 2026. Poiché le scadenze dipendono dal singolo periodo d'imposta, consigliamo di verificare sempre la data esatta sul portale EmaraTax o con un professionista, e di non affidarsi a stime generiche.

Ricordiamo infine che, fino al 31 dicembre 2026, è disponibile il Small Business Relief per i soggetti residenti con ricavi non superiori ad AED 3 milioni, che possono essere trattati come privi di reddito imponibile: un tema che abbiamo analizzato con numeri concreti nell'articolo Italia vs Dubai: stesso business, tasse diverse.

La regola pratica è semplice: lo 0% in free zone è reale e concreto, ma va conquistato e mantenuto con una struttura corretta, una contabilità solida e scelte coerenti sui clienti e sulle attività. Ogni situazione è diversa e un errore di impostazione può costare il 9% sull'intero reddito per cinque anni. Se stai valutando di aprire o riorganizzare la tua società a Dubai, il nostro studio ti affianca nella scelta della struttura e nella pianificazione fiscale più adatta al tuo caso. Contattaci per una consulenza dedicata e verifica se la tua attività può davvero beneficiare dello 0% come Qualifying Free Zone Person.

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