Dal 1° ottobre 2026 la detrazione IVA negli Emirati non è più un automatismo documentale: con la FTA Decision No. 13 of 2026, la Federal Tax Authority ha reso obbligatorie una serie di verifiche su fornitori e operazioni prima di poter recuperare l'imposta sugli acquisti. Chi non esegue (e non documenta) questi controlli rischia di vedersi negare la detrazione dell'input VAT, anche a fronte di fatture formalmente corrette.
La decisione attua l'articolo 54 bis della legge IVA degli Emirati (Federal Decree-Law No. 8 of 2017, come modificato dal Federal Decree-Law No. 16 of 2025) e introduce soglie precise — AED 10.000, 100.000 e 375.000 — oltre a obblighi di policy interna e conservazione documentale.
In questa guida analizziamo cosa prevede la nuova disciplina, quali controlli servono in concreto e come le aziende italiane con società a Dubai dovrebbero adeguare le proprie procedure di acquisto e contabilità.
Per anni il recupero dell'IVA sugli acquisti negli Emirati Arabi Uniti si è giocato quasi interamente sulla correttezza formale della tax invoice. Dal 1° ottobre 2026 lo scenario cambia: la detrazione IVA negli Emirati è subordinata anche a una due diligence sostanziale sul fornitore e sulla singola operazione. È una svolta rilevante per tutte le società a Dubai registrate ai fini VAT, comprese le realtà fondate da imprenditori italiani, che dovranno integrare questi controlli nei propri processi di acquisto e nella contabilità ordinaria.
Cosa prevede la FTA Decision 13/2026 sulla detrazione IVA negli Emirati
La FTA Decision No. 13 of 2026, pubblicata dalla Federal Tax Authority nell'estate 2026 e in vigore dal 1° ottobre 2026, definisce le misure, le procedure e le condizioni per verificare la validità e l'integrità delle forniture prima della detrazione dell'input VAT. La base normativa è l'articolo 54 bis della legge IVA (Federal Decree-Law No. 8 of 2017), introdotto dal Federal Decree-Law No. 16 of 2025, che fa parte del pacchetto di riforme IVA efficaci dal 2026 di cui abbiamo parlato nella nostra guida alle nuove regole IVA negli Emirati dal 2026.
Il principio è questo: la FTA può negare la detrazione quando la fornitura, o la catena di fornitura in cui si inserisce, è collegata a fenomeni di evasione fiscale e il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere di tale collegamento. E qui sta il punto decisivo: il contribuente si presume "a conoscenza" se non ha effettuato le verifiche previste dalla decisione. In altre parole, chi non controlla i propri fornitori perde la protezione della buona fede, come evidenziato anche dall'analisi di PwC Middle East.
Verifica dei fornitori: i controlli obbligatori prima della detrazione IVA
La verifica del fornitore va effettuata al primo rapporto commerciale, oppure quando il fornitore non è stato verificato negli ultimi 12 mesi. I controlli variano a seconda della natura del fornitore.
Se il fornitore è una persona fisica, occorre acquisire copia di un documento d'identità valido (Emirates ID o passaporto) e incontrarlo, di persona o in videoconferenza, prima della fornitura. Se il fornitore è una società, i controlli sono tre: verifica della regolare costituzione tramite banche dati ufficiali o copia della licenza/certificato di incorporazione, con coerenza dei dati; verifica dell'identità del legale rappresentante o del dipendente autorizzato, con copia del documento; verifica dell'effettiva sede operativa — online o con una visita — e della sua coerenza con l'attività dichiarata.
A questi controlli si aggiunge una valutazione del rischio. Sono indicatori di allerta, ad esempio, il cambio di indirizzo o di figure chiave più di due volte in 12 mesi, oppure volumi di operazioni sproporzionati rispetto alla dimensione e alla storia dell'impresa fornitrice. In presenza di un indicatore, l'azienda deve conservare una spiegazione motivata, da esibire alla FTA su richiesta.
Le soglie che contano: AED 10.000, 100.000 e 375.000
La decisione introduce tre soglie operative che ogni ufficio amministrativo dovrebbe memorizzare. Per le singole forniture di importo inferiore ad AED 10.000 (IVA esclusa) le verifiche possono essere omesse, a determinate condizioni; questa semplificazione però non si applica se il totale degli acquisti dallo stesso fornitore supera AED 100.000 negli ultimi 12 mesi, o si prevede che li superi nei 12 successivi. Infine, quando gli acquisti da un singolo fornitore superano (o si prevede supereranno) AED 375.000 in 12 mesi, scattano verifiche rafforzate: occorre ottenere la prova che il fornitore disponga di un conto bancario negli Emirati e condurre una revisione delle informazioni pubbliche e della reputazione commerciale, come confermato dall'alert di EY.
La verifica della singola operazione
Oltre al fornitore, va verificata l'operazione in sé prima di portare in detrazione l'imposta. La decisione richiede di valutare la logica commerciale dell'operazione e il ruolo del fornitore nella catena; le modalità di pagamento, con particolare attenzione a contanti, pagamenti effettuati da terzi o su conti esteri rispetto al Paese di costituzione del fornitore, che richiedono una giustificazione; la congruità del prezzo rispetto ai valori di mercato; la riconducibilità di beni o servizi all'attività autorizzata dalla licenza del fornitore; la provenienza e la titolarità dei beni. Se il fornitore agisce come intermediario, va documentata la giustificazione commerciale del suo ruolo.
Sono criteri che ricordano da vicino la giurisprudenza europea sulle frodi carosello: l'obiettivo dichiarato della FTA è impedire che l'IVA detratta alimenti catene di evasione, spostando sul cessionario un onere di diligenza attiva.
Policy interna e documentazione: cosa chiede la FTA
La FTA Decision 13/2026 non si limita a chiedere i controlli: impone di documentarli. Ogni passaggio di verifica deve essere tracciato e i documenti di supporto conservati, in modo che l'Autorità possa riscontrarne la corretta applicazione in sede di audit. L'azienda deve inoltre adottare una policy interna scritta che individui i responsabili dell'attuazione, della revisione e della supervisione delle procedure, con relativi poteri e responsabilità.
Per le società a Dubai questo significa aggiornare i processi di onboarding dei fornitori, i flussi di approvazione degli acquisti e l'archiviazione documentale — un lavoro che si integra naturalmente con la tenuta della contabilità di cui parliamo nella guida su commercialista e contabilità a Dubai e che conviene coordinare con la preparazione alla fatturazione elettronica obbligatoria in arrivo tra il 2026 e il 2027, visto che entrambe le riforme incidono sugli stessi processi amministrativi.
Cosa rischia chi non si adegua: la perdita della detrazione IVA negli Emirati
La conseguenza principale della mancata verifica è il diniego della detrazione dell'input VAT ai sensi dell'articolo 54 bis: su volumi di acquisti significativi, può tradursi in un costo pari al 5% degli acquisti contestati, oltre alle eventuali sanzioni e interessi previsti dal regime sanzionatorio in caso di dichiarazioni da rettificare. Senza i controlli documentati, inoltre, l'azienda perde la possibilità di dimostrare la propria buona fede qualora un fornitore risulti coinvolto in una frode, anche a sua insaputa.
Va ricordato che il quadro si inserisce in una stagione di forte irrigidimento della compliance negli Emirati: nuove regole IVA dal 1° gennaio 2026, regime sanzionatorio aggiornato, e-invoicing alle porte e controlli incrociati tra dichiarazioni VAT e Corporate Tax. La direzione è chiara: il vantaggio fiscale degli Emirati resta notevole, ma è riservato a chi opera in modo strutturato e documentato.
Come preparare la tua azienda a Dubai
Le mosse pratiche da compiere subito sono quattro: mappare i fornitori attivi e classificarli rispetto alle soglie di AED 10.000, 100.000 e 375.000; raccogliere i documenti di verifica mancanti (licenze, documenti dei rappresentanti, prove della sede e, sopra soglia, del conto bancario UAE); formalizzare una policy interna con responsabilità chiare; integrare le verifiche nel ciclo passivo, così che nessuna fattura venga portata in detrazione senza il controllo preventivo.
Lo studio del Consulente legale e fiscale Pellegrino Bozzella assiste le aziende italiane negli Emirati nell'adeguamento alle nuove regole: dalla revisione delle procedure di acquisto alla redazione della policy richiesta dalla FTA, fino alla gestione ordinaria di IVA e Corporate Tax. Se vuoi verificare se la tua società è pronta ai nuovi obblighi sulla detrazione IVA negli Emirati, puoi richiedere una consulenza attraverso la pagina dedicata alla pianificazione fiscale e tasse oppure contattare direttamente lo studio: un check-up preventivo oggi costa molto meno di una detrazione negata domani.




