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Audit Obbligatorio a Dubai: Chi Deve Certificare il Bilancio nel 2026 (Ministerial Decision 84/2025)

Pellegrino Bozzella
Audit obbligatorio a Dubai: chi deve certificare il bilancio nel 2026 secondo la Ministerial Decision 84/2025, soglia AED 50 milioni, QFZP e sanzioni.
Skyline di Dubai al tramonto con il titolo Audit Obbligatorio a Dubai: chi deve certificare il bilancio nel 2026

Per anni molti imprenditori italiani con una società negli Emirati hanno considerato il bilancio un adempimento leggero, quasi formale. Con l'entrata a regime della Corporate Tax questo scenario è cambiato: oggi l'audit obbligatorio a Dubai riguarda una platea ben precisa di società, e presentare un bilancio certificato non è più una scelta di buona prassi ma, in molti casi, una condizione per non perdere benefici fiscali e per evitare sanzioni.

Il riferimento normativo chiave è la Ministerial Decision n. 84 del 2025 del Ministry of Finance degli Emirati Arabi Uniti, che ha sostituito la precedente Ministerial Decision n. 82 del 2023 e si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2025: è quindi la disciplina rilevante per i bilanci che le società chiudono e presentano nel 2026.

In questa guida vediamo chi deve far certificare il bilancio da un revisore, quali principi contabili si applicano, cosa cambia per le società in free zone e per i tax group, e come organizzarsi per tempo con il supporto dello studio.

Audit obbligatorio a Dubai: cosa prevede la Ministerial Decision n. 84 del 2025

La Corporate Tax federale (Federal Decree-Law n. 47 del 2022) impone a ogni soggetto passivo di predisporre financial statements come base per il calcolo dell'imponibile. L'articolo 54 della legge delega poi al Ministro delle Finanze l'individuazione delle categorie di soggetti tenuti a mantenere bilanci certificati (audited financial statements).

È qui che interviene la Ministerial Decision n. 84 del 2025, pubblicata dal Ministry of Finance UAE: il provvedimento individua i soggetti obbligati all'audit, introduce regole specifiche per i tax group e si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2025, mentre per gli esercizi precedenti resta applicabile la Ministerial Decision n. 82 del 2023.

Chi deve presentare il bilancio certificato: soglia di AED 50 milioni e QFZP

Le categorie obbligate a predisporre e conservare un bilancio sottoposto a revisione sono essenzialmente due, come confermato anche dalle analisi di PwC Middle East e KPMG:

La prima è quella dei soggetti passivi con ricavi superiori a 50 milioni di AED (circa 12,5 milioni di euro) nel periodo d'imposta di riferimento. Per i soggetti non residenti, ai fini del calcolo della soglia rilevano soltanto i ricavi riconducibili alla stabile organizzazione o al nexus negli Emirati.

La seconda è quella delle Qualifying Free Zone Person (QFZP): chi vuole beneficiare dell'aliquota dello 0% sul qualifying income deve far certificare il bilancio a prescindere dal fatturato, anche se i ricavi sono modesti. L'audit è infatti una delle condizioni sostanziali per mantenere lo status agevolato, come abbiamo spiegato nella guida su Corporate Tax 0% in free zone e requisiti da Qualifying Free Zone Person. Perdere lo status per un bilancio non certificato significa vedersi applicare il 9% su tutto l'utile, in genere per cinque periodi d'imposta.

Restano fuori dall'obbligo federale le società mainland e free zone "ordinarie" sotto soglia che non rivendicano lo status QFZP; anche per loro, però, contabilità ordinata e bilanci attendibili restano indispensabili, perché la dichiarazione Corporate Tax si fonda su quei numeri e la Federal Tax Authority può richiederli in sede di verifica.

Tax group: bilancio speciale certificato per tutti, senza soglia

La novità più rilevante della decisione riguarda i gruppi fiscali. Tutti i tax group costituiti ai fini della Corporate Tax devono predisporre audited special purpose financial statements, cioè bilanci aggregati redatti appositamente per finalità fiscali e sottoposti a revisione, senza alcuna soglia di ricavi: l'obbligo scatta anche se il gruppo fattura meno di 50 milioni di AED. Su formati e modalità operative la Federal Tax Authority (FTA) ha annunciato indicazioni attuative: per i gruppi italiani con più veicoli negli Emirati è un punto da pianificare con attenzione insieme al proprio consulente.

Quali principi contabili: IFRS, IFRS for SMEs e contabilità di cassa

Accanto al tema dell'audit c'è quello dei principi contabili. La Ministerial Decision n. 114 del 2023 stabilisce che i bilanci rilevanti ai fini della Corporate Tax devono essere redatti secondo i principi IFRS. Sono previste due semplificazioni: chi ha ricavi fino a 50 milioni di AED può adottare gli IFRS for SMEs, la versione semplificata pensata per le piccole e medie imprese, mentre chi ha ricavi fino a 3 milioni di AED può optare per la contabilità di cassa (cash basis), salvo circostanze eccezionali autorizzate dalla FTA.

In pratica, una free zone company di dimensioni contenute che punta allo 0% dovrà tenere una contabilità IFRS (anche in versione SMEs) e farla revisionare da un auditor accreditato: un salto di qualità rispetto alla gestione "minimale" a cui alcuni operatori erano abituati. Ne avevamo già parlato a proposito degli obblighi contabili e del ruolo del commercialista a Dubai.

Audit obbligatorio a Dubai e free zone: attenzione al rinnovo della licenza

L'obbligo federale si somma alle regole delle singole free zone authority. Diverse free zone (per esempio DMCC e JAFZA) richiedono da tempo il deposito del bilancio certificato entro un termine dalla chiusura dell'esercizio come condizione per il rinnovo della licenza; termini e modalità variano da zona a zona, quindi va sempre verificato il regolamento della propria authority. Il mancato deposito può bloccare il rinnovo della licenza e, a cascata, visti e conti bancari collegati alla società.

Il consiglio operativo è muoversi presto: la selezione dell'auditor, la sistemazione della contabilità e la raccolta documentale richiedono settimane, e vanno coordinate con la dichiarazione Corporate Tax, i cui termini e sanzioni abbiamo analizzato nella guida alla dichiarazione Corporate Tax UAE su EmaraTax.

Cosa rischia chi non si adegua

Le conseguenze di un bilancio non certificato quando l'audit è dovuto operano su più piani. Sul piano fiscale, una QFZP senza audit perde i requisiti per lo 0% e ricade nell'aliquota ordinaria del 9%; inoltre la normativa sanzionatoria (Cabinet Decision n. 75 del 2023 e successive modifiche) punisce la mancata tenuta delle scritture e dei documenti richiesti con sanzioni pecuniarie che partono da AED 10.000. Sul piano operativo, come visto, si rischiano problemi con il rinnovo della licenza. Sul piano bancario, infine, gli istituti degli Emirati richiedono sempre più spesso bilanci certificati per mantenere o aprire rapporti di conto societari.

C'è anche un profilo italiano da non trascurare: bilanci ordinati e certificati sono una prova documentale preziosa per dimostrare la sostanza economica della società negli Emirati in caso di contestazioni di esterovestizione o di verifiche dell'Agenzia delle Entrate sulla residenza fiscale.

Conclusioni: pianificare l'audit conviene

L'audit obbligatorio a Dubai non va vissuto come un costo, ma come parte della compliance che rende solida la struttura estera: protegge l'aliquota agevolata in free zone, mette al riparo da sanzioni e rafforza la posizione della società anche nei confronti del fisco italiano. La chiave è capire per tempo se la propria società rientra tra i soggetti obbligati e organizzare contabilità e revisione di conseguenza.

Lo studio del Consulente legale e fiscale Pellegrino Bozzella assiste imprenditori e professionisti italiani nella gestione contabile e fiscale delle società negli Emirati: dalla verifica dell'obbligo di audit alla selezione dell'auditor, fino alla pianificazione fiscale e gestione delle tasse tra Italia e UAE. Contatta lo studio per una valutazione della tua posizione prima delle prossime scadenze.

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