Sempre più imprenditori e professionisti italiani vivono a Dubai, possiedono immobili negli Emirati, detengono quote di società in free zone e conti bancari locali. Pochi, però, si pongono per tempo una domanda decisiva: cosa accade a questo patrimonio in caso di decesso? La successione a Dubai segue regole molto diverse da quelle italiane e, senza un'adeguata pianificazione, gli eredi rischiano conti congelati, procedure lunghe e una distribuzione dei beni diversa da quella desiderata.
Negli ultimi anni il quadro normativo degli Emirati Arabi Uniti è profondamente cambiato: il Decreto Federale n. 41 del 2022 sullo statuto personale civile ha introdotto per i non musulmani regole successorie di stampo civile, mentre il testamento registrato presso la DIFC Courts Wills Service resta lo strumento più efficace per proteggere i beni situati negli Emirati.
In questa guida 2026 analizziamo quale legge si applica alla successione a Dubai di un cittadino italiano, come funziona il testamento DIFC, cosa prevede il fisco italiano in tema di imposta di successione e quali obblighi ricadono sugli eredi residenti in Italia.
Il patrimonio costruito negli Emirati, immobili, partecipazioni societarie, conti correnti, merita la stessa attenzione con cui è stato creato. La successione a Dubai coinvolge almeno due ordinamenti, quello emiratino e quello italiano, e la mancata pianificazione può tradursi in blocchi operativi e contenziosi tra eredi. Vediamo, punto per punto, come funziona e come tutelarsi.
Successione a Dubai: quale legge si applica agli italiani
Per un cittadino italiano residente negli Emirati, o che vi detiene beni, la prima questione è individuare la legge applicabile alla successione. Dal lato europeo, il Regolamento (UE) n. 650/2012 stabilisce che la successione è regolata, in linea generale, dalla legge dello Stato di ultima residenza abituale del defunto: per chi si è trasferito stabilmente a Dubai, quindi, potrebbe applicarsi la legge emiratina. Il Regolamento consente però la cosiddetta professio iuris: con una disposizione testamentaria è possibile scegliere espressamente la legge italiana, in quanto legge di cittadinanza, garantendo maggiore prevedibilità (incluse le quote di legittima previste dal codice civile italiano).
Dal lato emiratino, in assenza di testamento e di scelta di legge, i tribunali locali possono applicare le regole successorie interne, storicamente fondate sui principi della Sharia, con esiti molto diversi da quelli attesi da una famiglia italiana: quote predeterminate tra i familiari, distinzioni che non coincidono con le regole italiane e possibile congelamento dei conti bancari, anche cointestati, fino alla definizione della procedura. Chi ha una posizione patrimoniale rilevante negli Emirati dovrebbe quindi muoversi in anticipo, così come raccomandiamo a chi valuta il trasferimento della residenza fiscale a Dubai.
La riforma per i non musulmani: il Decreto Federale n. 41/2022
Con il Federal Decree-Law n. 41/2022 sullo statuto personale civile, in vigore dal 1° febbraio 2023, gli Emirati hanno introdotto per i residenti non musulmani un regime successorio di impronta civile. Le novità principali sono tre: la possibilità di optare per l'applicazione della legge del proprio Paese d'origine; la distribuzione dell'eredità senza distinzioni di genere; regole di devoluzione legittima che, in mancanza di testamento, attribuiscono in linea generale metà del patrimonio al coniuge superstite e la restante parte ai figli in parti uguali. A Dubai è stata inoltre istituita una sezione specializzata per le successioni dei non musulmani.
Si tratta di un progresso importante, ma la riforma non elimina l'esigenza di pianificare: l'applicazione concreta delle nuove regole dipende dal singolo caso, dalla documentazione disponibile e dal coordinamento con l'ordinamento italiano. Il testamento resta lo strumento cardine.
Il testamento DIFC: come proteggere i beni negli Emirati
Lo strumento più consolidato per una successione a Dubai ordinata è la registrazione di un testamento presso il Wills Service delle DIFC Courts, la giurisdizione di common law del Dubai International Financial Centre. Possono registrarlo le persone non musulmane maggiori di 18 anni che possiedono beni negli Emirati o hanno figli minori a Dubai o Ras Al Khaimah. Sono disponibili diverse tipologie: il Full Will, che copre l'intero patrimonio e la nomina dei tutori per i figli minori; il Property Will, fino a cinque immobili negli Emirati; il Business Owners Will, fino a cinque partecipazioni in società emiratine; il Financial Assets Will, fino a dieci conti bancari o di investimento; e il Guardianship Will, dedicato alla sola tutela dei minori.
Il vantaggio decisivo è che il probate si svolge davanti alle DIFC Courts secondo principi di common law, con tempi e prevedibilità superiori rispetto alle corti locali: gli esecutori nominati possono ottenere il controllo dei beni e distribuirli secondo le volontà del testatore. È una tutela particolarmente rilevante per chi ha investito nel mattone, come spieghiamo nella guida su come comprare casa a Dubai, e per i soci di società costituite in free zone. Attenzione, però, al coordinamento internazionale: chi detiene patrimoni sia in Italia sia negli Emirati dovrebbe valutare testamenti separati e coerenti tra loro, evitando che le clausole di revoca dell'uno annullino involontariamente l'altro.
Successione a Dubai e fisco italiano: quando si paga l'imposta
Sul fronte tributario la variabile chiave è la residenza del defunto. Gli Emirati non applicano alcuna imposta di successione o donazione, come confermano le Worldwide Tax Summaries di PwC. In Italia, invece, l'art. 2 del D.Lgs. n. 346/1990 (Testo Unico dell'imposta sulle successioni) adotta un criterio di territorialità: se il defunto era residente in Italia, l'imposta si applica su tutti i beni, ovunque situati, inclusi quelli di Dubai; se invece il defunto era residente all'estero, l'imposta colpisce soltanto i beni esistenti in Italia.
Per un italiano effettivamente trasferito negli Emirati — con iscrizione AIRE e residenza fiscale estera solida, tema che approfondiamo anche nella guida alla Convenzione Italia-Emirati — il patrimonio situato a Dubai può quindi restare fuori dal perimetro dell'imposta di successione italiana. Restano applicabili le aliquote e franchigie ordinarie sui beni italiani: 4% per coniuge e figli con franchigia di un milione di euro ciascuno, 6% per fratelli e altri parenti, 8% per gli altri soggetti. Dal 1° gennaio 2025, con la riforma introdotta dal D.Lgs. n. 139/2024, l'imposta è inoltre autoliquidata dai contribuenti in sede di dichiarazione di successione, secondo le modalità indicate dall'Agenzia delle Entrate. Se la residenza estera del defunto non fosse riconosciuta perché ritenuta fittizia, l'intero patrimonio mondiale tornerebbe tassabile in Italia: un motivo in più per costruire una posizione di residenza solida e documentata.
Eredi residenti in Italia: monitoraggio fiscale e obblighi dichiarativi
Un aspetto spesso trascurato riguarda gli eredi. Chi risiede fiscalmente in Italia e riceve in eredità beni situati negli Emirati — un appartamento a Dubai Marina, un conto presso una banca locale, quote di una società in free zone — deve indicarli nel quadro RW della propria dichiarazione dei redditi ai fini del monitoraggio fiscale e, per gli immobili, versare l'IVIE. Ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida su quadro RW e beni a Dubai. Inoltre, se il defunto era residente in Italia, la dichiarazione di successione dovrà includere anche i beni emiratini, con le relative valorizzazioni.
Errori da evitare nella pianificazione successoria
L'esperienza dello studio evidenzia alcuni errori ricorrenti: non fare alcun testamento confidando nelle nuove regole del 2022; redigere un unico testamento italiano ignorando che la sua esecuzione negli Emirati può risultare lenta e incerta; sottovalutare il congelamento dei conti bancari, che può privare la famiglia della liquidità necessaria per mesi; non nominare tutori per i figli minori residenti a Dubai; e trascurare il coordinamento tra legge applicabile, quote di legittima italiane e volontà espresse nel testamento DIFC. Ciascuno di questi profili è gestibile, ma solo con una pianificazione preventiva e professionale.
Conclusioni: pianificare oggi la protezione del patrimonio
La successione a Dubai non è un tema da rinviare: il quadro normativo emiratino offre oggi strumenti efficaci — dal Decreto 41/2022 al testamento DIFC — ma la loro efficacia dipende dal coordinamento con la posizione fiscale e successoria italiana. Ogni situazione familiare e patrimoniale richiede un'analisi dedicata.
Lo studio Indubai dell'Avv. Pellegrino Bozzella assiste imprenditori e professionisti italiani nella pianificazione patrimoniale e successoria tra Italia ed Emirati: dalla scelta della legge applicabile alla redazione e registrazione del testamento DIFC, fino alla gestione degli aspetti fiscali. Contattaci per una consulenza sulla pianificazione fiscale e successoria: proteggere oggi il tuo patrimonio significa tutelare domani la tua famiglia.




