Dal 1° gennaio 2026 l'Excise Tax negli Emirati Arabi Uniti sulle bevande zuccherate ha cambiato completamente volto: la storica aliquota fissa del 50% sul prezzo al dettaglio è stata sostituita da un modello "tiered volumetric", che calcola l'imposta in dirham per litro in base alla quantità di zucchero contenuta in ogni prodotto. La riforma è stata introdotta con la Cabinet Decision n. 197 del 2025, nel quadro della Federal Decree-Law n. 7 del 2017 sull'Excise Tax.
Per chi produce, importa o distribuisce bevande negli Emirati — incluse molte aziende italiane attive nel food & beverage e nell'e-commerce — il cambiamento non è solo una questione di aliquote: comporta nuovi obblighi di classificazione dei prodotti, referti di laboratorio accreditati e aggiornamento delle registrazioni presso la Federal Tax Authority.
In questa guida il Consulente legale e fiscale Pellegrino Bozzella analizza come funziona il nuovo modello, quali bevande rientrano nel perimetro, quali sono gli adempimenti richiesti e cosa devono fare concretamente le imprese italiane a Dubai per restare in regola.
Excise Tax negli Emirati: cosa cambia dal 1° gennaio 2026
L'Excise Tax è l'accisa che gli Emirati Arabi Uniti applicano dal 2017 a determinati prodotti considerati dannosi per la salute: tabacco, sigarette elettroniche, energy drink e bevande zuccherate. Fino al 31 dicembre 2025 le bevande zuccherate scontavano un'aliquota fissa del 50% calcolata sul prezzo al dettaglio, indipendentemente dalla quantità di zucchero effettivamente contenuta.
Con la Cabinet Decision n. 197 del 2025, in vigore dal 1° gennaio 2026, il Ministero delle Finanze e la Federal Tax Authority (FTA) hanno adottato il cosiddetto modello "tiered volumetric": l'imposta non si calcola più come percentuale del prezzo, ma come importo fisso in AED per litro, differenziato per fasce in base ai grammi di zucchero per 100 ml. L'obiettivo dichiarato, come illustrato nell'annuncio ufficiale del Ministry of Finance, è duplice: incentivare i produttori a riformulare le ricette riducendo lo zucchero e allineare gli Emirati alle best practice fiscali e sanitarie internazionali.
Le nuove aliquote dell'Excise Tax negli Emirati per fascia di zucchero
Il nuovo sistema prevede tre fasce, basate sul contenuto totale di zucchero (aggiunto e naturale) per 100 ml di prodotto pronto da bere:
Fascia alta: bevande con 8 grammi o più di zucchero per 100 ml, tassate con 1,09 AED per litro. Fascia media: bevande con almeno 5 ma meno di 8 grammi per 100 ml, tassate con 0,79 AED per litro. Fascia bassa: bevande con meno di 5 grammi per 100 ml, esenti (0 AED per litro). Anche le bevande contenenti esclusivamente dolcificanti artificiali, senza zuccheri aggiunti, rientrano nell'esenzione.
Si tratta di un cambiamento sostanziale rispetto al regime precedente: una bibita a basso contenuto di zucchero, che fino al 2025 pagava comunque il 50% del prezzo al dettaglio, oggi può risultare completamente esente. Al contrario, i prodotti ad alto tenore zuccherino restano fortemente incisi. Restano invece invariati gli altri comparti dell'Excise Tax: gli energy drink continuano a scontare il 100% e i prodotti da tabacco il 100%, come riepilogato anche nelle Worldwide Tax Summaries di PwC dedicate agli Emirati.
Quali bevande rientrano nel nuovo modello e quali sono escluse
La definizione di "sweetened drink" è ampia: comprende non solo le bevande pronte da bere, ma anche concentrati, polveri, gel ed estratti destinati a essere trasformati in bevande, con regole specifiche di calcolo basate sui rapporti di diluizione indicati dal produttore.
Sono escluse dal perimetro, tra le altre: le bevande con almeno il 75% di latte o suoi derivati, il latte artificiale e le formule per l'infanzia, le bevande per usi medici o dietetici speciali e, in generale, le bevande preparate e servite fresche in contenitori non sigillati, ad esempio al ristorante o al bar. I succhi 100% naturali senza zuccheri aggiunti erano già fuori dal campo di applicazione e tali restano.
Obblighi per produttori e importatori: laboratori accreditati e registrazione FTA
Il punto più delicato per le imprese è la classificazione dei prodotti. Per collocare ogni referenza nella fascia corretta, produttori e importatori devono ottenere referti di laboratorio rilasciati da strutture accreditate che certifichino il contenuto di zucchero per 100 ml di ciascun prodotto, e aggiornare di conseguenza la registrazione dei prodotti nei sistemi della FTA.
Attenzione alla regola di default: in assenza di documentazione di laboratorio valida, il prodotto viene automaticamente tassato nella fascia più alta (1,09 AED per litro). Per un importatore con molte referenze, non presentare i referti significa quindi pagare sistematicamente l'aliquota massima. Secondo l'analisi di KPMG, la FTA ha inoltre previsto per la prima fase applicativa un meccanismo di deduzione dell'eccedenza d'imposta: le imprese che tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026 hanno versato l'Excise Tax nella fascia alta su merce poi riclassificata in una fascia inferiore, sulla base di evidenze di laboratorio e per beni rimasti invenduti, hanno potuto recuperare la differenza. Quella finestra transitoria si è ormai chiusa: oggi la corretta classificazione preventiva è l'unica via per non pagare più del dovuto.
Questi adempimenti si sommano al quadro di compliance già in evoluzione negli Emirati: dalle nuove regole IVA in vigore dal 2026 alla fatturazione elettronica obbligatoria con le scadenze 2026-2027. Chi opera nel settore beverage deve quindi coordinare Excise Tax, VAT e fatturazione in un unico presidio contabile.
Cosa significa per gli imprenditori italiani a Dubai
Il nuovo modello tocca da vicino diverse categorie di imprese italiane attive negli Emirati. Gli importatori e distributori di prodotti alimentari italiani devono mappare il proprio listino, acquisire i referti di laboratorio e verificare la fascia di appartenenza di ogni bevanda, aggiornando prezzi e margini. Chi vende online, ad esempio su Amazon.ae e Noon, deve considerare l'accisa nella costruzione del prezzo finale, insieme a dazi e logistica: su questo rinviamo alla nostra guida su dogana e spedizioni internazionali per e-commerce a Dubai.
C'è anche un risvolto strategico: il passaggio dal 50% sul prezzo a un'imposta per litro basata sullo zucchero premia la riformulazione dei prodotti. Un produttore che riduce il contenuto zuccherino sotto i 5 grammi per 100 ml azzera l'accisa, con un impatto diretto sulla competitività di prezzo rispetto ai concorrenti in fascia alta. Per molte aziende del food & beverage la riforma è quindi anche un'occasione per rivedere il portafoglio prodotti destinato al mercato del Golfo.
Resta infine fondamentale la gestione operativa: registrazione ai fini Excise Tax presso la FTA per chi produce, importa o detiene in regime sospensivo beni soggetti ad accisa, dichiarazioni periodiche tramite la piattaforma EmaraTax e conservazione della documentazione di laboratorio. Le sanzioni per errata classificazione o omessa registrazione possono essere significative, ed è un ambito in cui improvvisare costa caro.
Conclusioni: come muoversi ora
La riforma dell'Excise Tax negli Emirati conferma una tendenza chiara: il sistema fiscale degli Emirati Arabi Uniti resta tra i più competitivi al mondo, ma diventa progressivamente più strutturato e orientato alla compliance. Per le imprese del beverage la priorità immediata è completare la classificazione dei prodotti con referti di laboratorio accreditati, aggiornare le registrazioni FTA e integrare la nuova accisa nella pianificazione di prezzi e margini.
Se la tua azienda produce, importa o distribuisce bevande negli Emirati, o se stai valutando di avviare un'attività nel food & beverage a Dubai, lo studio del Consulente legale e fiscale Pellegrino Bozzella può assisterti nell'analisi del listino, negli adempimenti presso la Federal Tax Authority e nella pianificazione fiscale complessiva della tua struttura negli Emirati. Contatta lo studio per una consulenza personalizzata.




