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Holding a Dubai: Participation Exemption, Dividendi Esenti e Vantaggi Fiscali (Guida 2026)

Avv Pellegrino Bozzella
Holding a Dubai nel 2026: participation exemption, dividendi e plusvalenze esenti, zero ritenute in uscita e i rischi fiscali italiani da gestire.
Holding a Dubai: skyline di Dubai al tramonto con titolo Participation Exemption e Vantaggi Fiscali 2026

Costituire una holding a Dubai è una delle soluzioni più discusse dagli imprenditori italiani che operano su più mercati: gli Emirati Arabi Uniti offrono un regime di participation exemption che esenta dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate, l'assenza di ritenute alla fonte sui flussi in uscita e una Corporate Tax al 9% tra le più basse al mondo.

Con la Ministerial Decision n. 302 del 2024, in vigore per i periodi d'imposta dal 1° gennaio 2025, il legislatore emiratino ha inoltre semplificato e chiarito le condizioni di accesso all'esenzione, rendendo il veicolo holding negli Emirati ancora più interessante per chi detiene partecipazioni societarie internazionali.

In questa guida 2026 analizziamo come funziona una holding a Dubai: i requisiti dell'Art. 23 della Corporate Tax Law, il trattamento di dividendi e capital gain, il regime delle free zone e, soprattutto, i rischi da presidiare sul fronte italiano tra esterovestizione, normativa CFC e convenzione contro le doppie imposizioni.

Negli ultimi anni Dubai si è affermata come una delle giurisdizioni preferite per la localizzazione di società holding: stabilità politica, oltre 140 convenzioni contro le doppie imposizioni, assenza di imposte sui redditi delle persone fisiche e un'imposta societaria introdotta solo nel 2023 con il Federal Decree-Law n. 47 del 2022. Ma i vantaggi di una holding a Dubai non sono automatici: vanno compresi i requisiti tecnici della participation exemption e, per chi mantiene legami con l'Italia, le regole anti-abuso del nostro ordinamento.

Perché costituire una holding a Dubai: il quadro fiscale UAE

Dal 1° giugno 2023 gli Emirati applicano una Corporate Tax federale del 9% sugli utili d'impresa eccedenti AED 375.000, con aliquota zero sotto tale soglia. All'interno di questo sistema, però, il legislatore ha previsto un regime di favore specifico per le attività di detenzione di partecipazioni: i dividendi distribuiti tra società residenti negli Emirati sono integralmente esenti da Corporate Tax, senza condizioni particolari, mentre i dividendi e le plusvalenze di fonte estera possono beneficiare della participation exemption prevista dall'Art. 23 del Federal Decree-Law n. 47/2022, come illustrato anche nella guida ufficiale della Federal Tax Authority sull'exempt income.

A ciò si aggiunge un elemento decisivo per la pianificazione dei flussi: gli Emirati non applicano ritenute alla fonte (withholding tax allo 0%) su dividendi, interessi e royalties in uscita, come confermato dalle Worldwide Tax Summaries di PwC. Gli utili accumulati dalla holding possono quindi essere distribuiti ai soci senza prelievi locali.

Participation exemption a Dubai: come funziona l'Art. 23

Per i redditi da partecipazioni estere, l'esenzione spetta se la partecipazione è "qualificata". Le condizioni principali sono quattro. Primo: una partecipazione di almeno il 5% nel capitale, oppure — in alternativa — un costo di acquisizione pari ad almeno AED 4 milioni. Secondo: un periodo di detenzione ininterrotto di 12 mesi (o l'intenzione documentata di detenerla per almeno 12 mesi). Terzo: il cosiddetto subject-to-tax test, ossia la società partecipata deve essere soggetta nel proprio Paese a un'imposta sui profitti con aliquota di almeno il 9% (o un'aliquota effettiva equivalente). Quarto: un asset test sulla composizione patrimoniale della partecipata, oggi applicabile solo in determinati casi.

Se i requisiti sono rispettati, dividendi, plusvalenze da cessione, utili e perdite da valutazione e differenze cambio relativi alla partecipazione restano fuori dalla base imponibile della Corporate Tax emiratina.

Le novità della Ministerial Decision n. 302 del 2024

Per i periodi d'imposta che iniziano dal 1° gennaio 2025, la Ministerial Decision n. 302/2024 ha sostituito la precedente MD 116/2023, introducendo alcune semplificazioni importanti, analizzate tra gli altri da KPMG: la soglia alternativa di AED 4 milioni si applica ora in modo uniforme a capitale, diritti di voto in liquidazione e diritti agli utili; l'asset test è richiesto solo quando la partecipata è una parte correlata; sono state chiarite le regole sulla continuità del possesso in caso di riorganizzazioni e la deducibilità delle perdite da liquidazione. Viene inoltre definita la Qualifying Foreign Permanent Establishment, con esenzione degli utili delle stabili organizzazioni estere tassate almeno al 9%.

Holding a Dubai in free zone: lo 0% sulle attività qualificanti

Molti imprenditori scelgono di costituire la holding in una free zone. In questo caso, oltre alla participation exemption, è possibile puntare al regime del Qualifying Free Zone Person con aliquota 0%: la detenzione di azioni e titoli a scopo di investimento è infatti una Qualifying Activity, a condizione che i titoli siano detenuti per almeno 12 mesi, secondo la disciplina delle attività qualificanti aggiornata dalla Ministerial Decision n. 229 del 2025 (che ha sostituito la MD 265/2023 del Ministry of Finance, con effetto retroattivo dal 1° giugno 2023). Attenzione però ai requisiti di sostanza: substance adeguata nella free zone, bilanci sottoposti a revisione e rispetto dei limiti sui ricavi non qualificanti. Ne abbiamo parlato in dettaglio nella guida su Corporate Tax 0% in free zone e status di Qualifying Free Zone Person.

Flussi con l'Italia: convenzione e ritenute sui dividendi

Se la holding a Dubai detiene partecipazioni in società italiane, i dividendi in uscita dall'Italia scontano in linea di principio la ritenuta domestica, riducibile in base all'art. 10 della Convenzione Italia-Emirati Arabi Uniti contro le doppie imposizioni (ratificata con Legge n. 309/1997), che prevede aliquote convenzionali ridotte — 5% in presenza di una partecipazione di almeno il 25%, 15% negli altri casi — a condizione che la holding sia l'effettivo beneficiario dei dividendi e residente fiscale negli Emirati. L'applicazione dei benefici convenzionali richiede il Tax Residency Certificate e una struttura non artificiosa: abbiamo approfondito il tema nella guida alla Convenzione Italia-Emirati Arabi Uniti.

I rischi lato Italia: esterovestizione e normativa CFC

Una holding a Dubai amministrata di fatto dall'Italia rischia di essere considerata fiscalmente residente in Italia ai sensi dell'art. 73 del TUIR: è il fenomeno dell'esterovestizione delle società a Dubai, che l'Agenzia delle Entrate contesta quando sede di direzione effettiva e gestione ordinaria restano in Italia. Inoltre, se il socio è residente in Italia e la holding emiratina realizza prevalentemente redditi passivi (dividendi, interessi, royalties) con tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana, possono scattare le regole CFC dell'art. 167 TUIR, con imputazione per trasparenza dei redditi al socio italiano. La contromisura è sempre la stessa: sostanza economica reale negli Emirati — uffici, amministratori locali, decisioni assunte a Dubai — e, per chi si trasferisce, una residenza fiscale a Dubai correttamente strutturata.

Conclusioni: quando conviene una holding a Dubai

Una holding a Dubai è uno strumento potente per chi detiene partecipazioni internazionali: dividendi domestici esenti, participation exemption sui redditi esteri, zero ritenute in uscita e possibile aliquota 0% in free zone. È però una struttura che va progettata con rigore: requisiti dell'Art. 23, substance, profili convenzionali e norme anti-abuso italiane non ammettono improvvisazione, e i dati normativi vanno verificati caso per caso con un professionista, anche perché la prassi della Federal Tax Authority è in continua evoluzione.

Lo studio Indubai dell'Avv. Pellegrino Bozzella assiste imprenditori e investitori italiani nella costituzione di holding negli Emirati e nella pianificazione fiscale internazionale. Contattaci per una consulenza sulla pianificazione fiscale e le tasse a Dubai: analizzeremo la tua struttura societaria e ti indicheremo la soluzione più solida e conforme.

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